<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Nero Su Bianco: Pagina Aperta]]></title><description><![CDATA[Temi sociali e culturali che meritano spazio. Questioni passate o presenti, che richiedono attenzione, cambiamento, riflessione, esposizione.]]></description><link>https://www.nerosubianco.online/s/pagina-aperta</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kX-O!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56c52b9e-814a-4d37-97b8-16866435c65f_256x256.png</url><title>Nero Su Bianco: Pagina Aperta</title><link>https://www.nerosubianco.online/s/pagina-aperta</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Fri, 01 May 2026 01:58:22 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://www.nerosubianco.online/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Deborah Ascolese]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[nerosubianco0@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[nerosubianco0@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Deborah Ascolese]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Deborah Ascolese]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[nerosubianco0@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[nerosubianco0@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Deborah Ascolese]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Il Muro Russo Contro l'Informazione]]></title><description><![CDATA[Dalla caduta del muro alla repressione mediatica]]></description><link>https://www.nerosubianco.online/p/il-muro-russo-contro-linformazione</link><guid isPermaLink="false">https://www.nerosubianco.online/p/il-muro-russo-contro-linformazione</guid><dc:creator><![CDATA[Deborah Ascolese]]></dc:creator><pubDate>Fri, 23 Jan 2026 00:05:50 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kX-O!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56c52b9e-814a-4d37-97b8-16866435c65f_256x256.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Articolo pubblicato su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/11/il-muro-russo-contro-linformazione-dalla-caduta-del-muro-alla-repressione-mediatica/">L&#8217;Arengo del Viaggiatore</a></p><p>Con la caduta del muro di Berlino la Russia post-sovietica si preparava ad un periodo di tolleranza e libert&#224; informativa che caratterizz&#242; il governo Eltsin, in carica dal 1991.<br>Tra il 1991 e il 1992 il governo russo garant&#236;, con la stipulazione di alcuni decreti, la libert&#224; di stampa e l&#8217;abolizione di ogni tipo di censura per quanto riguarda i mass-media. </p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Fu questo l&#8217;inizio di un periodo particolarmente fiorente per l&#8217;informazione russa che lanci&#242; alcuni fra i suoi migliori nomi in campo giornalistico.<br>La situazione peggior&#242; quando nel 1999 Eltsin fu costretto per motivi di salute a dare le dimissioni a favore dell&#8217;allora sconosciuto ex agente del Kgb Vladimir Putin. Quest&#8217;ultimo impose fortissime restrizioni agli organi di informazione che, attraverso la stipulazione di alcuni decreti particolari, vennero supervisionati direttamente dal Cremlino.</p><p><br>Tra questi l&#8217;istituzione di un nuovo organo di controllo dei media ed in particolare della rete internet; il governo sta tuttora lavorando ad una bozza di legge per affermare ancora pi&#249; insistentemente il proprio potere sulla rete avvalendosi della possibilit&#224; di bloccarla qualora lo ritenga necessario.</p><p><br>Putin comincia la sua campagna repressiva scagliandosi contro le tv indipendenti quali Ntv, Tv-6 e Tvs che in pochi anni saranno sottomesse al controllo di Gazprom, il pi&#249; grande ente russo nella produzione di gas naturale e sotto il cui controllo convergono anche societ&#224; bancarie, mediatiche, assicurative, agricole e costruttive. </p><p>L&#8217;azione di Gazprom influir&#224; drasticamente sulle tv acquisite, indirizzandone le politiche editoriali a favore del Cremlino e limitandone le caratteristiche di indipendenza che le avevano da sempre contraddistinte.<br>Ma il rigoroso controllo di Putin non si limita alla promulgazione di leggi, esso si sviluppa anche attraverso una rete di amicizie e persone di sua fiducia che acquistano le principali reti televisive permettendo cos&#236; il totale appoggio dello strumento televisivo al Cremlino.</p><p><br>Ad oggi la televisione russa &#232; uno strumento al completo servizio del governo; in ogni telegiornale &#232; presente almeno un servizio di propaganda positiva nei confronti del governo e sono inesistenti i programmi di approfondimento politico imparziali.<br>La situazione cambia lievemente se parliamo della carta stampata; in quest&#8217;ambito alcuni giornali cercano di mantenere una propria autonomia consapevoli, tuttavia, dei rischi a cui vanno incontro.</p><p><br>La rappresentante principale della schiera del giornalismo indipendente rimane Anna Politkovskaya. Giornalista della Novaja Gazeta, &#232; stata portavoce per sette anni degli abusi e delle corruzioni della politica russa in Cecenia. Vittima di persecuzioni e minacce a causa delle informazioni che cercava di diffondere, &#232; stata assassinata da un sicario mentre faceva ritorno a casa.<br>Un omicidio rimasto impunito e che ha sollevato non poche polemiche riguardo alla politica repressiva del governo Putin, ma che non resta un caso isolato. Negli ultimi anni almeno altri 13 giornalisti indipendenti sono stati uccisi e il governo non ha fatto nulla per assicurare alla giustizia i loro assassini.</p><p><br>A vent&#8217;anni dalla caduta del muro pare che la Russia sia tornata indietro agli anni della repressione dittatoriale, agli anni dei metodi del KGB per eliminare personaggi scomodi.<br>In questo clima di repressione informativa e indifferenza giudiziaria l&#8217;informazione russa appare tra le meno libere al mondo, tanto da collocarsi 173esima su 195 nella classifica della libert&#224; di stampa redatta dall&#8217;organizzazione statunitense Freedom House.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento. </p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Devianza e Illegalità alle Origini dello Stato Italiano]]></title><description><![CDATA[Articolo pubblicato su L&#8217;Arengo del Viaggiatore]]></description><link>https://www.nerosubianco.online/p/devianza-e-illegalita-alle-origini</link><guid isPermaLink="false">https://www.nerosubianco.online/p/devianza-e-illegalita-alle-origini</guid><dc:creator><![CDATA[Deborah Ascolese]]></dc:creator><pubDate>Fri, 23 Jan 2026 00:03:11 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kX-O!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56c52b9e-814a-4d37-97b8-16866435c65f_256x256.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo pubblicato su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/12/devianza-e-illegalit-alle-origini-dello-stato-italiano/">L&#8217;Arengo del Viaggiatore</a></em></p><blockquote><p>&#8220;Tutto deve cambiare affinch&#233; nulla cambi.&#8221; </p></blockquote><p>Questa citazione, tratta dal Gattopardo, opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, &#232; emblematica della situazione meridionale in quel processo, definito &#8220;piemontesizzazione&#8221;, verificatosi a partire dal 1861 con l&#8217;annessione delle province italiane al Regno di Sardegna.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Con &#8220;piemontesizzazione&#8221; si vuole indicare appunto l&#8217;azione del Regno Sabaudo ad imporre le proprie leggi a tutto il territorio italiano, non tenendo conto delle enormi differenze economiche e sociali che caratterizzavano il Regno delle due Sicilie. Lo stato Sabaudo, infatti, al fine di ottenere l&#8217;appoggio delle classi dirigenti del paese, non tenne minimamente in considerazione le richieste di riforma agraria provenienti dal ceto contadino, aumentando cos&#236; il dislivello economico tra essi e i ceti pi&#249; abbienti.</p><p>La reazione del popolo meridionale alla colonizzazione di Casa Savoia fu durissima; nel 1860 gruppi di ex braccianti, ex soldati , disertori e diseredati, diedero vita ad una guerriglia che, diffusasi nella parte continentale del Regno, aveva come obiettivo depredare i ricchi proprietari terrieri e scontrarsi militarmente con l&#8217;esercito sabaudo.<br>La guerriglia tra &#8220;brigantaggio meridionale&#8221; ed esercito piemontese assunse, tra il 1860 e il 1865, le forme di una vera e propria guerra civile cui lo stato cerc&#242; di porre rimedio con la legge Pica, 1863, secondo cui le zone di maggiore attivit&#224; del brigantaggio dovevano essere sottoposte ad un rigido controllo militare.</p><p>Tuttavia il brigantaggio non era una presenza nuova nella penisola italiana; fin dal Medioevo l&#8217;agire nell&#8217;illegalit&#224; era stato l&#8217;unico mezzo di sopravvivenza per i ceti contadini oppressi dalle corv&#233;es feudali, per esuli e &#8220;banditi&#8221;, ovvero criminali,ma anche avversari politici che, attraverso la promulgazione del bando, venivano cacciati dalla citt&#224; dopo essere stati privati dei propri patrimoni.<br>L&#8217;unica fonte di salvezza e denaro di questi reietti della societ&#224; era quindi quella di formare dei gruppi per attaccare violentemente mercanti e viaggiatori.<br>Anche alle soglie dell&#8217;unit&#224; nazionale vediamo, quindi, il sorgere di questi gruppi fuorilegge, portavoce di un malcontento sociale, oppositori di uno Stato rimasto indifferente dinnanzi alle loro richieste; &#232; quindi una gestione inadeguata dello Stato da parte del governo a scatenare lo sviluppo di forme di organizzazione illegale.</p><p>Difatti il passaggio repentino da un modello feudale ad uno liberale sullo stampo del Regno Sabaudo provoca nei territori meridionali la trasformazione di quella forma di dipendenza personale che aveva caratterizzato l&#8217;assetto feudale nel corso del Medioevo. Tale rapporto viene quindi a delinearsi secondo i canoni del clientelismo: attraverso la protezione dei ceti meno abbienti, il signore locale si assicurava il controllo dell&#8217;iniziativa economica sul suo territorio. &#200; questa l&#8217;origine dell&#8217;organizzazione mafiosa, contraltare della legalit&#224; statale e alternativa dei ceti inferiori ad uno stato indifferente al loro disagio.</p><p>Con la compresenza e la commistione di elementi legali ed illegali, come il legame di fedelt&#224; di briganti e banditi verso il signore locale, il clientelismo comincia ad assumere le forme dell&#8217;organizzazione criminale come oggi la concepiamo. In questo connubio tra istituzioni e gruppi di fuorilegge, l&#8217;organizzazione si sviluppa attraverso una solida struttura gerarchica e l&#8217;utilizzo di regole e rituali particolari, come l&#8217;omert&#224; e l&#8217;attaccamento verso il proprio gruppo, la propria &#8220;Famiglia&#8221;.</p><p>Nei 150 anni successivi all&#8217;unificazione italiana le organizzazioni mafiose hanno accresciuto sempre pi&#249; il proprio potere, diffondendosi e radicalizzandosi nei settori politico-economici della penisola, rendendo il confine tra legale ed illegale, lecito ed illecito sempre pi&#249; labile.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[O' Professore: Il Carcere Come Scuola Criminale]]></title><description><![CDATA[Articolo pubblicato su L&#8217;Arengo del Viaggiatore]]></description><link>https://www.nerosubianco.online/p/o-professore-il-carcere-come-scuola</link><guid isPermaLink="false">https://www.nerosubianco.online/p/o-professore-il-carcere-come-scuola</guid><dc:creator><![CDATA[Deborah Ascolese]]></dc:creator><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 23:59:43 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kX-O!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56c52b9e-814a-4d37-97b8-16866435c65f_256x256.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Articolo pubblicato su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/03/o-professore-il-carcere-come-scuola-criminale/">L&#8217;Arengo del Viaggiatore</a></p><p>Il carcere dovrebbe rappresentare uno strumento di riabilitazione sociale per chi commette reato, ma paradossalmente esso allontana il detenuto dalla realt&#224; sociale, diventando &#8220;la scuola&#8221; criminale per eccellenza, un luogo dove apprendere le basi di una criminalit&#224; pi&#249; avanzata, e dove non &#232; impossibile che, ad esempio, un detenuto in attesa di giudizio diventi il primo tra gli affiliati di un&#8217;organizzazione criminale.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>L&#8217;esempio principale &#232; la vicenda che vede protagonista Raffaele Cutolo (Ottaviano, 1941), detto &#8220; <em>O&#8217; Professore</em>&#8221;, che, entrato in contatto con la realt&#224; penitenziaria a 22 anni per omicidio, far&#224; del carcere di Poggioreale il punto di partenza per la sua ascesa nel mondo della criminalit&#224; organizzata.</p><p>Servendosi dei guadagni delle tangenti che i suoi fedelissimi imponevano all&#8217;esterno del carcere, Cutolo organizza aiuto e protezione per le fasce pi&#249; deboli di detenuti, come poveri o giovani inesperti della vita carceraria; la forza carismatica di Cutolo agisce come una calamit&#224; su chi, tra i detenuti, spera di migliorare la propria condiziona, <em>o&#8217; professore</em>, con le sue promesse di poter combattere contro le ingiustizie, diventa il simbolo di un possibile riscatto sociale.</p><p>Coloro che non si sentono tutelati da uno stato che li ha emarginati condannandoli ad una vita di esclusione sociale, vedono in Raffaele Cutolo colui che potr&#224; aiutarli, colui che gli dar&#224; un ruolo e un&#8217;identit&#224; che la societ&#224; gli ha negato.</p><p>Attraverso questo sistema Cutolo si assicura una rete di ex-detenuti che, una volta usciti dal carcere, lo ricompenseranno dell&#8217;aiuto ricevuto inviandogli grosse somme di denaro.<br>Il primo passo per l&#8217;affiliazione &#232; compiuto, Poggioreale diventa il quartier generale della NCO, <strong>Nuova Camorra Organizzata</strong>, che riporter&#224; la camorra a competere con le organizzazioni criminali pi&#249; potenti, come mafia e &#8216;ndrangheta.</p><p>La NCO, nata dal carcere come la vecchia camorra ottocentesca, prender&#224; da quest&#8217;ultima vecchie tradizioni e rituali, ma si svilupper&#224; in modo del tutto diverso: attraverso un&#8217;organizzazione di tipo verticale con l&#8217;appoggio di seguaci all&#8217;esterno del carcere e con accordi con mafiosi italo-americani, politici e terroristi.</p><p>Tra la fine degli anni &#8216;60 e l&#8217;inizio dei &#8216;70 il potere di Cutolo, sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno del carcere, cresce a dismisura, arrivando perfino a poter essere in grado di decidere in quali carceri trasferire i suoi protetti.</p><p>La NCO rappresenta l&#8217;esempio pi&#249; eclatante di come sia possibile la nascita di organizzazioni criminali in carcere e di come queste riescano a diffondersi e a capillarizzarsi nella struttura sociale-politica ed economica del paese.</p><p>Le situazioni carcerarie, quindi, non sono realt&#224; estranee alla societ&#224;, sono parte di essa e come tale possono condizionarla. Non si pu&#242; e non si deve permettere che il carcere, nato per reinserire il soggetto nella societ&#224;, diventi <strong>il nucleo da cui parte e si organizza la criminalit&#224;.</strong></p><p>Attraverso corruzione, intimidazione e favoritismi la realt&#224; del carcere diviene un apparato in cui fermenta e si sviluppa l&#8217;avversione nei confronti dello stato, l&#8217;istigazione all&#8217;illegalit&#224; come una soluzione per riappropriarsi di un&#8217;identit&#224; persa in quanto &#8220;detenuto&#8221;.</p><p>&#200; quindi dovere dello stato, e delle strutture penitenziarie, favorire, attraverso un percorso rieducativo adeguato al tipo di reato commesso, il reinserimento e la reintegrazione del detenuto all&#8217;interno della societ&#224;.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Tacere è Condannarsi]]></title><description><![CDATA[Intervista a Valeria, operatrice di &#8220;Casa delle Donne per non subire violenza&#8221;, pubblicata su L&#8217;Arengo del Viaggiatore]]></description><link>https://www.nerosubianco.online/p/tacere-e-condannarsi</link><guid isPermaLink="false">https://www.nerosubianco.online/p/tacere-e-condannarsi</guid><dc:creator><![CDATA[Deborah Ascolese]]></dc:creator><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 23:54:10 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kX-O!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56c52b9e-814a-4d37-97b8-16866435c65f_256x256.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista a Valeria, operatrice di &#8220;Casa delle Donne per non subire violenza&#8221;, pubblicata su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/04/tacere-condannarsi/">L&#8217;Arengo del Viaggiatore</a></em></p><p>Sono quasi 7 milioni le donne italiane che, tra i 16 e i 70 anni, subiscono violenza all&#8217;interno o all&#8217;esterno del nucleo familiare. Oltre 7 milioni di donne subiscono violenza psicologica che spesso si accompagna a violenza fisica o sessuale.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Sono numerose le associazioni che affrontano questa tematica proponendo un sostegno sia psicologico che materiale alle donne che subiscono maltrattamenti; tra queste troviamo la &#8220;Casa delle Donne per non subire violenza&#8221; che dal 1989 al 1990 agisce sul territorio bolognese dando supporto a tutti coloro che trovano la forza di parlare e di uscire dalla loro condizione.</p><p>Quando arrivo presso la loro sede, in via dell&#8217;Oro 3, ad accogliermi trovo Valeria, da cinque anni operatrice di promozione dell&#8217;associazione.</p><p><strong>Com&#8217;&#232; nata e come &#232; strutturata &#8220;Casa delle Donne&#8221;?</strong></p><p>&#8220;Casa delle Donne&#8221; nasce vent&#8217;anni fa come gruppo di lavoro e ricerca sulla violenza contro le donne. Le fondatrici dell&#8217;associazione erano tutte ragazze sulla ventina che dopo due anni di attivit&#224; aprirono l&#8217;attuale centro di accoglienza e i vari rifugi.</p><p>Il nostro centro &#232; gestito da un&#8217;associazione di ventuno soci tra cui un presidente e un CDA, consiglio d&#8217;amministrazione. Ogni settore, che risponde ad aree specifiche d&#8217;intervento, ha una responsabile delle operatrici, queste ultime sono per la maggior parte volontarie, tirocinanti e volontarie del servizio civile cui siamo convenzionate.</p><p><strong>Qual &#232; la tua funzione all&#8217;interno dell&#8217;associazione?</strong></p><p>Io mi occupo della promozione e della comunicazione, gestisco i contatti esterni, gli eventi di sensibilizzazione e le raccolte-fondi. L&#8217;obiettivo &#232; quello di tessere pi&#249; contatti possibili attraverso il web, eventi pubblici, la stampa e lettere di ringraziamento. Il mio &#232; comunque un settore in divenire all&#8217;interno dell&#8217;associazione in quanto fu formato pochi anni fa, nel 2000.</p><p><strong>Quali sono i settori di violenza di cui vi occupate?</strong></p><p>Principalmente ci occupiamo di violenza fatta da uomini verso cui le donne sono affettivamente legate, come mariti, parenti, amici. Questo ambito ricopre il 90% dei casi.</p><p>Poi nel 1995 &#232; nato il progetto &#8220;Oltre la strada&#8221; in collaborazione con il Comune di Bologna e altre due associazioni bolognesi. &#8220;Oltre la strada&#8221; &#232; rivolto alle ragazze che denunciano ed escono dalla tratta della prostituzione coatta cui sono sottoposte, negli ultimi anni sono per lo pi&#249; straniere, provenienti dall&#8217;Est Europa o dall&#8217;Africa.</p><p>Inoltre ci occupiamo anche di violenza psicologica come, ad esempio, quella che avviene sul posto di lavoro, il cosiddetto <em>mobbing</em>.</p><p><strong>Qual &#232; la media di donne che si rivolgono a voi in un mese?</strong></p><p>Fino a qualche anno fa la media era 350 donne all&#8217;anno, ma da 4-5 anni non sono mai meno di 500. Da quando &#232; nata, &#8220;Casa delle Donne&#8221; ha accolto 7000 donne.</p><p><strong>Come intervenite dal punto di vista psicologico?</strong></p><p>Innanzitutto accettiamo le chiamate dalle donne direttamente interessate poich&#233; &#232; importante che sia la donna che ha subito direttamente la violenza a voler interrompere e modificare la sua situazione. Dopo ci&#242; viene fatto un primo colloquio, di circa un&#8217;ora, con un&#8217;operatrice attraverso cui si indaga sulla situazione e si inizia un progetto individualizzato di riacquisto dell&#8217;autonomia da parte della donna. Il nostro lavoro &#232; completamente gratuito ed in assoluto anonimato per le donne, in modo che possano agire in assoluta sicurezza.</p><p>In ogni caso ogni decisione, anche legale, &#232; presa in completa autonomia da parte della donna; il nostro compito &#232; quello di sostenere le donne nel percorso durante il quale mettiamo a disposizione una serie di risorse che possano agevolarle.</p><p>Se non sbaglio, offrite anche accoglienza alle donne che si rivolgono a voi.</p><p>S&#236;, abbiamo a disposizione due case rifugio con indirizzo segreto dove le donne e i loro figli possono risiedere e dove possono contare sulla presenza di educatrici che le seguono. &#200; comunque un&#8217;alternativa per tutte le donne che devono allontanarsi e nascondersi dal pericolo a tutti i costi.</p><p><strong>Cosa succede ai fini pratici dopo il periodo di sostegno che offrite?</strong></p><p>Se la donna decide di interrompere il rapporto con chi le fa violenza, il percorso si sviluppa verso la &#8220;riattualizzazione&#8221; della propria vita in chiave autonoma e soggettiva.</p><p>Il periodo di ospitalit&#224; che offriamo &#232; funzionale alla &#8220;riautonomizzazione&#8221; della donna, alla ricerca di un lavoro che ha perso o che non aveva e di un domicilio nuovo.</p><p><strong>Si pu&#242; parlare di eventuali cause sociali che portano l&#8217;uomo ad agire con violenza?</strong></p><p>Da dati che raccogliamo annualmente la violenza risulta essere un fenomeno totalmente trasversale per cui &#232; difficile rintracciare una reale causa che porta alla violenza. Proprio per questo non possiamo fare un quadro dell&#8217;uomo medio che fa violenza, non necessariamente &#232; una persona violenta <em>tout court</em>.</p><p><strong>Quali sono le ritorsioni di una violenza sulla psiche della donna?</strong></p><p>Sicuramente subire violenza da una persona su cui si &#232; investito tanto in sentimenti e fiducia diventa un trauma molto forte per una donna. Sono infatti storie che vanno avanti da molto e che si aggravano nel tempo.</p><p><strong>Una donna che ha subito violenza manifester&#224; un atteggiamento violento verso chi le sta vicino?</strong></p><p>Pu&#242; essere o non essere. Alcune di esse diventano sospettose rispetto ad un particolare contesto, altre mantengono una vita apparentemente normale esternamente. Anche in questo caso non si pu&#242; parlare in termini assoluti.</p><p><strong>Chi ha subito violenza in infanzia &#232; portato a legarsi ad uomini violenti?</strong></p><p>Dagli studi fatti c&#8217;&#232; una correlazione, ma non si pu&#242; parlare di un rapporto causa-effetto tra le due cose. Sicuramente l&#8217;abuso in infanzia ostacola lo sviluppo psico-fisico normale di una persona e ha un debito importante sull&#8217;autostima, che viene demolita dalla violenza all&#8217;interno di una coppia per esempio.</p><p><strong>I media, la televisione e i mezzi di comunicazione rispecchiano la reale situazione della violenza sulle donne?</strong></p><p>Diciamo che la cosa positiva &#232; che finalmente se ne parla, quando l&#8217;associazione ha aperto, non se ne parlava e non se ne poteva parlare. Tuttavia ci sono limiti e pericoli cui un argomento cosi di &#8220;moda&#8221; negli ultimi anni, va necessariamente incontro. Spesso sentiamo, infatti, la solita retorica dello stupratore per strada o dell&#8217;immigrato violento piuttosto che della donna stupida che non denuncia. Proprio per questo la gestione dell&#8217;informazione su tali argomenti diventa molto delicata in quanto pu&#242; scadere in questi clich&#233;.</p><p><strong>Durante i 5 anni in cui hai lavorato qui sarai stata a contatto con tantissime storie ed esperienze. C&#8217;&#232; una storia che ti ha colpito maggiormente e di cui vorresti parlare?</strong></p><p>Le storie che arrivano qui sono tutte molto simili e molto diverse. La violenza di genere segue un ciclo ed &#232; cos&#236; per tutte. C&#8217;&#232; un iter rintracciabile in ogni singola storia che, ovviamente, viene declinato nelle vite e nelle vicende personali di ognuna.</p><p><strong>Vuoi fare un appello o dire qualcosa sull&#8217;argomento?</strong></p><p>Sembrer&#224; cinico parlare di dati, ma &#232; importante: la violenza in Europa &#232; la prima fonte di morte per la donna. Questo elemento &#232; molto importante per due motivi: prima di tutto ci indica che la violenza sulle donne &#232; molto pericolosa; in secondo luogo, che esiste dappertutto e che quindi nessuna donna &#232; sola o pi&#249; stupida di altre perch&#233; subisce violenza. Questi legami non tendono a finire da s&#233;, ma a continuare a peggiorare il grado di violenza nella coppia, per questo parlarne &#232; il primo strumento per venirne fuori. Tacere &#232; condannarsi.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Una Barbarie Ideologica]]></title><description><![CDATA[Articolo pubblicato su L&#8217;Arengo del Viaggiatore]]></description><link>https://www.nerosubianco.online/p/una-barbarie-ideologica</link><guid isPermaLink="false">https://www.nerosubianco.online/p/una-barbarie-ideologica</guid><dc:creator><![CDATA[Deborah Ascolese]]></dc:creator><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 23:31:05 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kX-O!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56c52b9e-814a-4d37-97b8-16866435c65f_256x256.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Articolo pubblicato su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/05/una-barbarie-ideologica/">L&#8217;Arengo del Viaggiatore</a></p><blockquote><p><em>&#8220;C&#8217;&#232; un&#8217;ideologia reale e incosciente che unifica tutti: &#232; l&#8217;ideologia del consumo. Uno prende una posizione ideologica fascista, un altro adotta una posizione ideologica antifascista, ma entrambi, davanti alle loro ideologie, hanno un terreno comune, che &#232; l&#8217;ideologia del consumismo. (&#8230;)</em></p><p><em>Ora che posso fare un paragone, mi sono reso conto di una cosa che scandalizzer&#224; i pi&#249;, e che avrebbe scandalizzato anche me, appena 10 anni fa. Che la povert&#224; non &#232; il peggiore dei mali, e nemmeno lo sfruttamento. Cio&#232;, il gran male dell&#8217;uomo non consiste n&#233; nella povert&#224;, n&#233; nello sfruttamento, ma nella perdita della singolarit&#224; umana sotto l&#8217;impero del consumismo.&#8221;</em></p><p><em>Pier Paolo Pasolini</em></p></blockquote><p>Per Pierpaolo Pasolini la parola barbarie ha un solo significato: borghesia.</p><p>Secondo l&#8217;intellettuale di nascita bolognese, sarebbe il ceto borghese il grande &#8220;male&#8221; della societ&#224; moderna.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Essa attraverso strumenti istituzionali di controllo, gestione sociale e dilagante perbenismo, ha modificato in modo irreversibile lo sviluppo naturale della nostra societ&#224;, limitando e opprimendo gli istinti naturali, le passioni genuine e il senso morale primitivamente insito in ogni individuo.</p><p>L&#8217;acme della strumentalizzazione e dell&#8217;omologazione sociale &#232; stata raggiunta, secondo Pasolini, attraverso il consumismo. Esso si diffonde nella societ&#224; infettandone ogni individuo, riducendolo al mero servizio dell&#8217;economia capitalista e della pubblicit&#224;.</p><p>Quest&#8217;ultima condiziona la societ&#224; proponendo modelli facilmente raggiungibili, iniziando quel processo di omologazione che sar&#224; palese ai giorni d&#8217;oggi.</p><p>Infatti, nei nostri anni, tutto attorno a noi &#232; pubblicit&#224;; ne siamo consapevolmente o inconsapevolmente condizionati.</p><p>Tuttavia contrastare un&#8217;economia capitalista e il consumismo ad essa connessa sarebbe banale e retorico; esso &#232; parte integrante della nostra societ&#224; e non dev&#8217;essere visto necessariamente come uno strumento negativo. Difatti da un certo punto di vista il consumismo prettamente economico ha appiattito e levigato le discrepanze tra ceti sociali, almeno per quanto riguarda una visione superficiale basata sulla possibilit&#224;, da parte di ogni individuo, ad accedere a certi tipi di prodotti. In termini pratici: tutti, o quasi, al giorno d&#8217;oggi possiedono un&#8217;auto, un PC, un cellulare e tutti quei prodotti ormai definiti &#8220;indispensabili&#8221; alla vita quotidiana.</p><p>L&#8217;aspetto negativo &#232; che siamo passati, attraverso i media e i principali mezzi di comunicazione, da un consumismo esclusivamente commerciale ad un consumismo di idee. Tutto ci&#242; &#232; spiegabile se si pensa a come, nelle nuove generazioni, il look &#232; direttamente connesso a tutta una serie di atteggiamenti, modi di fare e, purtroppo, idee. Anche le ideologie, da sempre considerate tra le principali libert&#224; dell&#8217;uomo, sono tendenza, moda, strumento di vendita e consumo.</p><p>Ci&#242; che a mio parere pu&#242; essere definito &#8220;barbarie&#8221;, invece, &#232; la dilagante pigrizia intellettuale, quello che poco fa ho definito &#8220;consumismo ideologico&#8221;, la diffusione di idee e pensieri standardizzati e prestabiliti. &#200; come se si comprasse un &#8220;pacchetto unico&#8221; comprendente &#8220;ideologia&#8221; associata ad atteggiamenti specifici e, perch&#233; no, anche abbigliamenti ed espressioni linguistiche particolari. La mancanza di una coscienza intellettuale individuale, di un intero atteggiamento alla vita che ti porta anche a scontrarti con le idee altrui, a lottare per i tuoi ideali, questo &#232; tutto ci&#242; che pian piano si sta allontanando dal nostro mondo; lo sentiamo scivolare via ogni qualvolta, accendendo la TV, sentiamo discorsi retorici e banali arricchiti da perbenismo e pregiudizio.</p><p>La cosa peggiore, il &#8220;male&#8221; della societ&#224;, &#232; quindi rinunciare ad avere idee proprie, asservire ed essere soggiogati dalle mode e dalle tendenze, accettare l&#8217;omologazione delle proprie coscienze.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Unificazione Italiana e Linguistica]]></title><description><![CDATA[Unificazione Italiana e Linguistica]]></description><link>https://www.nerosubianco.online/p/dallitaliano-standard-al-neo-standard</link><guid isPermaLink="false">https://www.nerosubianco.online/p/dallitaliano-standard-al-neo-standard</guid><dc:creator><![CDATA[Deborah Ascolese]]></dc:creator><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 23:28:05 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kX-O!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56c52b9e-814a-4d37-97b8-16866435c65f_256x256.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Articolo pubblicato su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/12/unificazione-italiana-e-linguistica/">L&#8217;Arengo del Viaggiatore</a></p><p>Nel 1861 l&#8217;Italia fu unificata. Fatta l&#8217;Italia, bisognava fare gli italiani e la prima tappa per l&#8217;omologazione nazionale fu il costituirsi di una lingua comune per tutta la nascente nazione.</p><p>Si prese ad esempio, quindi, l&#8217;intento Manzoniano, e dapprima Dantesco, di uniformare il linguaggio della penisola al dialetto toscano, precisamente al fiorentino.<br>Con la legge Casati si formalizzava il sistema d&#8217;apprendimento formato da una prima scuola elementare, della durata di due anni e obbligatoria, e la scelta successiva tra Ginnasio e scuole tecniche.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Tutto ci&#242;, tuttavia, non fece altro che aumentare il divario culturale tra classi sociali considerando che la scelta della scuola ginnasiale, prevedendo il pagamento di una tassa, poteva essere fatta solo da chi aveva disponibilit&#224; finanziarie adeguate.<br>Sul dibattito politico-culturale dell&#8217;epoca si mossero grandi voci come quelle di Francesco De Sanctis e Pasquale Villari.</p><p>Oltre ad un dislivello culturale, la scelta di una lingua costruita a tavolino, comune a tutti gli italiani, pose un freno all&#8217;utilizzo delle forme dialettali di appartenenza regionale, creando quel doppio livello linguistico tra lingua formale e lingua quotidiana.</p><p>Il contributo contemporaneo che maggiormente sottolinea questa problematica, fu dato dall&#8217;intellettuale Pier Paolo Pasolini che da sempre si schier&#242; a difesa delle forme dialettali, considerate espressione, non solo di un mezzo di comunicazione, ma di un&#8217;intera e complessa struttura di costumi e abitudini regionali.</p><p>Ma il dibattito potrebbe continuare fino ai giorni nostri; ora che i dialetti sono spariti, ma l&#8217;italiano standard ancora nessuno lo parla correttamente. E se fino a cinquant&#8217;anni fa nella letteratura rimanevano forme attestate del vero italiano, oggi anche questa barriera &#232; stata sfondata. Difatti assistiamo, nella letteratura a noi contemporanea, all&#8217;utilizzo di forme sempre pi&#249; comuni alla lingua parlata e sempre meno vicine a quell&#8217;italiano standard cui auspicavano gli intellettuali risorgimentali.</p><p>E piano piano, dalla lingua neo-standard che vede come fondatori scrittori del calibro di Calvino e Buzzati, assistiamo, oggi, a quell&#8217;imbarbarimento culturale e linguistico, di cui ha parlato, primo fra tutti, lo scrittore Alessandro Baricco.</p><blockquote><p>&#8220;Si muovono a stormi (i Barbari), guidati da un rivoluzionario istinto a creazioni collettive e sovrapersonali, e per questo mi ricordano la moltitudine senza nomi dei copisti medievali: in quel loro modo strano, stanno copiando la grande biblioteca nella lingua che &#232; nostra. &#200; un lavoro delicato e destinato a collezionare errori. Ma &#232; l&#8217;unico modo che conosciamo per consegnare in eredit&#224;, a chi verr&#224;, non solo il passato, ma anche un futuro.&#8221; </p><p>A. Baricco.</p></blockquote><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.nerosubianco.online/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Nero Su Bianco &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>